Ad OroArezzo un'indagine sulle esigenze commerciali dei buyer internazionali

Arezzo Fiere e Congressi ha presentato durante il salone di OroArezzo i risultati di un sondaggio effettuato su un campione rappresentativo di circa 1.000 big buyer (di cui quasi l'80% grossisti) di 82 Paesi, mirato a ricostruire le dinamiche e le ragioni d'acquisto di coloro che con le loro scelte determinano il destino di molte imprese sul territorio; sono dati importanti, che contribuiscono a migliorare le strategie che i comparti fieristici attuano per favorire le sinergie tra i compratori e le aziende italiane.


Una sfilata al Padiglione Redi durante il salone di OroArezzo

Secondo la maggior parte degli intervistati, è il design (95,3% delle risposte) l'elemento più importante nella valutazione di un prodotto; anche se il prezzo ha una rilevanza da non sottovalutare (88,4%), così come l'innovazione tecnologica (55,8%). I dazi doganali (27,9%) e la presenza di un brand (25,6%) sembrano invece avere minore rilevanza.

L'86% delle aziende ha percepito la crisi che ha investito il settore orafo e, per fronteggiarla, ha diminuito gli acquisti (68,3%) e ricercato prodotti con un minor contenuto d'oro (58,5%).

Tra gli altri mercati di approvvigionamento, oltre il 64% degli intervistati si rivolge a quello turco/mediorientale e circa il 62% a quello cinese/Hong Kong. Nessuno tratta con il Sudamerica e solo una minima parte (4,8%) con gli Stati Uniti. Nella categoria “altro” (9,5%), la maggioranza delle aziende trattano con Israele e la Russia.

Oltre la metà degli intervistati attribuisce un'alta rilevanza alla gioielleria/oreficeria italiana (73,2%), mentre i buyer scelgono il prodotto dello Stivale soprattutto per il suo design (87,5%) e la sua qualità (75,6%).

Gli intervistati ritengono poi che la problematica che coinvolge il mercato italiano riguardi soprattutto il prezzo dei prodotti, che deve essere più competitivo (65,9%), o la qualità degli stessi, più elevata (per il 19,3%), ma pure che i prodotti italici siano più innovativi (9,9%), mentre l'importanza del brand nell'acquisto di un prodotto non assume un ruolo rilevante (bassa per il 53,7% degli intervistati, molto bassa per il 19,5%).

La maggior parte delle aziende effettua acquisti durante le fiere. Quasi il 50% dei buyer intervistati lo fa, un altro 20% di essi compra in fiera più del 70% del proprio approvvigionamento annuo.

Infine, per l'88,4% degli intervistati il prezzo è un forte ostacolo per chi acquista, ma lo è anche per le aziende produttrici d'Italia, che faticano a contrastare l'offerta dei mercati asiatici. E i compratori forniscono anche altri suggerimenti per le aziende italiane, come quella di intensificare le proposte realizzate con prodotti più leggeri, con minor presenza di oro (58,5%) o applicare agevolazioni come il frazionamento dei pagamenti (per il 19,5% degli intervistati).

Un sondaggio questo che è stato realizzato in un momento difficile per il mercato orafo. Nell'ultima parte del 2011, infatti, il calo congiunturale si è fatto sentire in tutti i distretti orafi. Arezzo, che con oltre 1.300 aziende produttrici è il più grande distretto orafo italiano con oltre 8.000 oreficerie e gioiellerie in un raggio di 200 Km, non poteva non percepirlo direttamente. Nel 4° trimestre 2011 l'export di Arezzo è diminuito, in valore, del -14,5% rispetto al corrispondente trimestre 2010. Molto più consistente il calo in termini reali (al netto dell'inflazione delle materie prime preziose) stimabile nell'ordine di grandezza di un -33% circa.

Sulla totalità del 2011, il risultato economico del comparto aretino ha ottenuto un -27% in termini reali (-3,4% in valore, a 1.479 milioni di euro), ma le importazioni hanno fatto un ulteriore balzo in avanti. Nell'intero 2011 sono cresciute in valore di due volte e mezzo (+141%), pari a 236 milioni di euro, che rappresenta il 16% dell'export.

Gianluca Bolelli



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