In Bangladesh alcuni grandi marchi siglano accordo "per vestiti puliti"

Diversi marchi dell'abbigliamento internazionale, fra cui l'italiana Benetton, le spagnole Inditex (proprietaria di Zara e Massimo Dutti) e Mango, la britannica Marks and Spencer e la svedese H&M, hanno siglato un accordo per migliorare la sicurezza delle fabbriche tessili nel Bangladesh. IndustriALL, cui aderiscono 50 milioni di lavoratori in 140 paesi e UNI Global Union, cui aderiscono altri 20 milioni di lavoratori, sono i due sindacati all'origine degli accordi del 2012.


Questo protocollo istituisce tra l'altro un "ispettore-capo" indipendente dalle aziende e dai sindacati, incaricato di "concepire e mettere in pratica un programma di ispezione della sicurezza e degli incendi che sia credibile ed efficace". Prevede ugualmente che "uno o più esperti qualificati" debbano "condurre un esame completo e rigoroso delle norme e dei regolamenti attuali nei laboratori per le aziende tessili". I promotori dell'accordo hanno fissato la scadenza del 15 maggio a mezzanotte per i firmatari. La lista non è ancora pubblica ma l'Uni ha confermato le firme dell'americana PVH (che ha i marchi Tommy Hilfiger e Calvin Klein), della tedesca Tchibo.sq e delle britanniche Tesco e Primark.

La francese Carrefour, che detiene il marchio Tex, sta ancora studiando l'accordo. Anche l'americana Wal-Mart non ha ancora espresso la sua posizione.